montessori

Legislazione

ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE E DIPLOMA DI SPECIALIZZAZIONE

La Fondazione Montessori Italia organizza, cura e gestisce i propri corsi in totale autonomia e unica responsabilità culturale e autoriale, e per ogni corso che prevede un esame finale provvede a valutare con trasparenza e obiettività gli iscritti al termine del regolare corso delle lezioni e dopo verifica delle presenze previste dal regolamento del corso medesimo.
La Fondazione rilascia due tipi diversi di documenti al termine della frequenza dei propri corsi: un attestato di frequenza del corso o, nel caso di un corso che prevede un esame finale, un diploma. 
L'attestato afferma che lo studente ha frequentato, mentre il diploma certifica che la persona a cui è rilasciato è formata nel metodo montessoriano. Sia chi ha un attestato, sia chi possiede un diploma, può operare in tutti i nidi e i servizi per la prima infanzia privati che adottano il metodo se la direzione della struttura decide di assumerli. 
Il titolo rilasciato da Fondazione Montessori non può abilitare in nessun caso all'insegnamento, i titoli considerati come requisito necessario d’accesso ai concorsi con pubblica evidenza vengono ottenuti esclusivamente al termine di percorsi di formazione all’interno del sistema scolastico nazionale (maturità e diploma magistrale) o all'interno del sistema universitario (laurea in scienze della formazione).

RICONOSCIMENTO DEL MIUR E LA BUONA SCUOLA

Per quanto concerne invece il riconoscimento del titolo montessoriano da parte del MIUR per poter accedere ai posti docenti delle scuole a metodo, la Fondazione ha il piacere di specificare che il Regio Decreto 5 Febbraio 1928 n. 577, agli articoli 46 e 47, esplicita che è facoltà del Ministero della Pubblica Istruzione (MIUR) autorizzare corsi di specializzazione montessoriana per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria ad enti ritenuti idonei.
Nessuna autorizzazione e nessun riconoscimento ministeriale sono previsti dalla legge Italiana al di fuori di quelle che il MIUR può concedere per i corsi di scuola dell’infanzia e di scuola primaria rivolti a docenti della scuola pubblica.
Nessun tipo di riconoscimento riguarda l'adozione del metodo nelle scuole, pubbliche e private che siano. Chiunque può adottare il metodo montessoriano in classe, a prescindere da quale titolo possegga. L'unica rilevanza posseduta dal titolo riconosciuto MIUR riguarda la possibilità di essere chiamati in scuole pubbliche (infanzia o primaria) che adottano il metodo montessori ufficialmente. 
Ad oggi in Italia ci sono meno di 50 di questi plessi per un numero irrisorio di posti docenti.
La riforma cosiddetta La Buona Scuola elimina le graduatorie ad esaurimento e introduce un nuovo sistema di reclutamento del personale docente che permette ad ogni dirigente di selezionare gli insegnanti da un albo territoriale in cui chiunque desideri mettersi in mobilità dichiarerà i propri titoli. Qualsiasi Istituto potrà selezionare i docenti a prescindere dall'ente che gli avrà rilasciato i propri titoli e nessuna discriminazione può essere effettuata dalle tante scuole che stanno facendo partire sperimentazioni montessoriane in tutta Italia (senza rientrare in quelle poche che hanno dichiarato ufficialmente al MIUR che adottano il metodo).

IL NIDO MONTESSORI

Ci risulta importante segnalare che i nidi d'infanzia e le scuole superiori non possono essere riconosciute ufficialmente dal MIUR come adottanti la metodologia montessoriana. Non esistono nidi riconosciuti dal MIUR. Non esistono leggi o decreti che riguardino le medie o le superiori montessoriane. Lo stesso concetto di scuola montessoriana per le superiori è di difficile applicazione alla scuola italiana e chiunque abbia letto le opere della Montessori o conosce delle scuole superiori montessoriane in America o in Europa sa che la scuola superiore a metodo richiederebbe una trasformazione profonda dell'impianto teorico e pratico della scuola italiana in termini impensabili per la situazione generale della scuola.
Pertanto in nessun modo possono esistere corsi di prima infanzia a metodo Montessori (per educatrici di nido) che possano vantare un qualsiasi riconoscimento giuridico o ministeriale che li abiliti nel senso montessoriano.
Vi invitiamo a segnalarci quanti, di vostra conoscenza, provvedano a millantare un tale riconoscimento per poter provvedere a segnalare questo abuso alla Procura della Repubblica.
 
Inoltre è fondamentale segnalare che in Italia e in ogni parte del mondo chiunque può fondare, gestire, avviare una struttura educativa, un nido d'infanzia o una scuola a metodo Montessori. Maria Montessori non ha elaborato un metodo sottoposto a diritto d'autore o copyright e non esiste un unico modo di applicazione dei principi pedagogici della dottoressa Montessori.
Chiunque conosca il suo pensiero e le sue opere, sia in grado di allestire gli ambienti educativi, sia in grado di presentare i materiali educativi ai bambini e alle bambine secondo lo spirito delle lezioni montessoriane, può gestire una struttura educativa o scolastica a metodo, a prescindere da come, dove o con chi ha maturato queste conoscenze, abilità e competenze. 
 
Uno dei principi cardine del metodo Montessori è che l'apprendimento deriva dall'esercizio con le materie e i materiali educativi e non dall'ascolto di un adulto che si presume competente, quindi risulterebbe alquanto contraddittorio sostenere che solo alcuni titoli permettono di esercitare il metodo. 
Metodo è una parola molto poco adatta ad esprimere la vastità e la profondità del pensiero di Maria Montessori, e lei stessa alla fine della sua vita sosteneva, in testi come La formazione dell'uomo che il suo più che un metodo è uno sforzo scientifico di portare aiuto alla Vita dei bambini, e quindi alla Vita dell'umanità intera. 
 
Si segnala anche che nel 1967 l'ufficio brevetti degli Stati Uniti d'America con la sentenza "American Montessori Society, Inc. v. Association Montessori Internationale, 155 U.S.P.Q. 591, 592 (1967) si è rifiutato di riconoscere la possibilità di utilizzare il termine Montessori in esclusiva a qualsiasi ente montessoriano, sostenendo che il termine Montessori ha un significato generico e descrittivo, e non specifico e commerciale.
 
Infine, un'ultima precisazione. Alcuni enti montessoriani dichiarano di godere di una esclusività nel rilascio di titoli riconosciuti dal Miur, tuttavia tale esclusività non esiste né nel diritto né, tantomeno, nella prassi. 
Vi segnaliamo a tal merito che il Consiglio di Stato con Sentenza n. 1407/1995, ha da tempo chiarito che la circostanza per cui un ente abbia assunto tra i suoi fini statutari la promozione, lo sviluppo e la diffusione del metodo d'insegnamento Montessori, non gli attribuisce in nessun modo una posizione giuridica qualificata a svolgere in esclusiva corsi di didattica differenziata fondati sullo stesso metodo, di modo che uguale attività sia preclusa ad ogni altro soggetto pur ritenuto idoneo dalla competente autorità a norma dell'art. 46 del R.D. 5 febbraio 1928 n. 577; pertanto, legittimamente il Ministro della Pubblica Istruzione autorizza l'espletamento dei predetti corsi da parte di enti diversi. 
 
La Fondazione segnala i propri corsi con autorizzazione ministeriale in maniera chiara e non contraddittoria. 
Invitiamo a leggere questo link come le sentenze dei tribunali riconoscano i titoli rilasciati da enti diversi da quelli che si autodefiniscono unici ed autorizzati in esclusiva.
Nessun ente ha mai stipulato una convenzione con il MIUR in cui il ministero deleghi a svolgere formazione in esclusiva, e in nessuna convenzione si discute di formazione del personale, ma solo di obblighi di supervisione e controllo, da parte dell'ente che stipula la convenzione, nei confronti delle scuole che adottano ufficialmente il metodo. 
Il MIUR in pratica delega il controllo delle proprie scuole a metodo e non la formazione iniziale.

IL BONUS DI 500€

La Legge 107/2015 “La Buona Scuola” ha stanziato a decorrere dal 2015, come specificato ai commi 121, 122 e 123, 381 milioni di euro per sostenere la formazione continua dei docenti e valorizzarne le competenze professionali. Ogni docente di ruolo riceverà una carta dell’importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico.
In questa pagina abbiamo raccolto alcune risposte alle domande più frequenti su come utilizzare la somma messa a disposizione per i docenti, somma che dovrà essere investita in autoformazione e aggiornamento.
 
CHI RICEVERÀ I 500 EURO PREVISTI PER LA FORMAZIONE CONTINUA DEI DOCENTI?
Tutti i docenti di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di II grado. I 500 euro spettano anche a quegli insegnanti che attendono ancora l’assunzione e che entreranno in ruolo con la fase C delle assunzioni previste da legge.
[Fonte: Legge 107/2015, comma 121; DPCM del 23 settembre 2015]

QUEST’ANNO COME SONO ASSEGNATI I 500 EURO PREVISTI PER LA FORMAZIONE CONTINUA DEI DOCENTI?
Per l’anno scolastico 2015/2016 i 500 euro saranno assegnati con un versamento diretto ai beneficiari che sarà erogato entro la fine di ottobre. Questo versamento riguarderà tutto il personale docente del comparto Scuola che, alla data del 9 ottobre 2015, risultava immesso in ruolo entro il 30 settembre. Per il personale immesso in ruolo dopo la data del 9 ottobre sono previste successive emissioni speciali mensili.

[Fonte: DPCM del 23 settembre 2015]

E DAL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO?
Gli insegnanti riceveranno una Carta elettronica per l’aggiornamento dell’importo nominale di 500 euro annui per ciascun anno scolastico. Funzionerà come un bancomat, utilizzabile su uno dei principali circuiti di pagamento.

[Fonte: Legge 107/2015, comma 121]

COME SI POSSONO SPENDERE I 500 EURO?
Come precisa la legge, il Bonus può essere utilizzato:
• per acquistare hardware e software;
• per iscriversi a corsi di laurea, specialistica o a ciclo unico che abbiano attinenza col profilo professionale, ovvero ad un corso post-laurea o ad un master universitario inerente al proprio profilo professionale;
• per assistere a rappresentazioni di teatro e cinematografiche;
• per acquistare biglietti di ingresso a musei, eventi culturali, mostre o spettacoli dal vivo;
• per iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle
• per acquistare libri, testi, riviste e pubblicazioni utili all’aggiornamento professionale (anche in formato digitale);
• per iscriversi a corsi di aggiornamento e di qualificazione professionale, purché siano svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) scuole e del Piano nazionale di formazione.
[Fonte: Legge 107/2015, comma 121]

contatti

Fondazione Montessori Italia

Sede legale:
Piazzetta Anfiteatro, 8 - Trento
 

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